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Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

Ci giunge notizia che il Centro di Aggregazione giovanile Meta, attivo da quasi 20 anni  nel territorio del  VII Municipio , nei pressi del Parco della Caffarella ,ha cessato in questi giorni, forse in via ...

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

Quanto dovremo aspettare ancora? Quando i cittadini di Pomezia potranno vedere finalmente il loro territorio libero dai rischi di contaminazione, di inquinamento, di avvelenamento? L’incendio e il successivo disastro ambientale prodottosi il 5 maggio u.s. ...

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II° Congresso dello SPI CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli PDF Stampa E-mail

Il II° Congresso dello SPI CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli si è aperto con un bel video che ha raccolto storie, volti, lotte che sono l’anima di questo Comprensorio. Un principio emozionante che è proseguito con la relazione della Segretaria Generale Rosa Carbone.

 

 

Un’analisi attenta del momento storico-politico che stiamo vivendo: “Il contesto in cui ci muoviamo porta il segno di un grande cedimento del nostro sistema democratico e una crisi di sistema che ha alimentato il distacco crescente fra cittadini,  istituzioni e la politica nella sua interezza. Sconfiggere le povertà, debellare la fame, non consentire disuguaglianze, è possibile soprattutto se il lavoro diventa volano di crescita economica e civile, in quanto  i diritti del lavoro sono lo strumento essenziale della cittadinanza vera, perché il lavoro è socializzazione, integrazione e partecipazione”.

E poi il ruolo degli anziani,  che “si fanno ogni giorno carico della crisi, a volte anche oltre le proprie possibilità, e svolgono il ruolo di ammortizzatori sociali aiutando figli e nipoti”. Accanto a questi pensionati lo SPI, che ne tutela e promuove i diritti, fa contrattazione sociale, è presente sul territorio con le sue leghe, tante le iniziative svolte in questi anni, insieme ai giovani, per i diritti delle donne, a sostegno del lavoro.

Naturalmente Rosa Carbone ha voluto anche spiegare il perché dell’immagine di Nelson Mandela sullo striscione del Congresso: “La sua lotta ha avuto la possibilità di ridare speranza e dignità a tante persone. Una storia di coraggio, di determinazione, di volontà,  proiettata verso un’idea di giustizia da concretizzare”.

Quel coraggio di cui oggi abbiamo bisogno per cambiare radicalmente il futuro del nostro Paese, il coraggio di chi dopo una vita di lavoro dedica il proprio tempo ed il proprio impegno al sindacato. Come i pensionati e le pensionate delle leghe, che Rosa Carbone ha voluto ringraziare per lo splendido viaggio che compiono insieme ogni giorno.

Si è quindi entrati nel vivo del dibattito, con il contributo degli ospiti e dei delegati di cui Giuseppe Cappucci, Segretario Generale CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli, ha sottolineato lo spessore e l’alto livello. Cappucci poi nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sul momento di crisi che sta vivendo il Paese: “ proprio ora la nostra azione deve essere più tenace, più rivendicativa, capace di riconoscere i bisogni delle fasce più deboli, che vanno tutelate. In questo è fondamentale il ruolo dello SPI, come è fondamentale la funzione che esso svolge all’interno della confederalità”.

Apprezzamenti al Congresso anche da Teti Croci, Segretaria Generale SPI Roma e Lazio, che nelle sue conclusioni ha sottolineato la forza di questo Comprensorio che vanta 32mila iscritti, “leghe grandi ed autonome, grazie alla scelta e al sostegno del Comprensorio. Questo di oggi è un momento di sintesi del lavoro svolto e di programmazione delle priorità per i prossimi quattro anni”.

Un lavoro futuro le cui basi sono state gettate con la votazione del Comitato Direttivo, massimo organo all’interno dello SPI, che a sua volta ha eletto Rosa Carbone Segretaria Generale dello SPI Comprensoriale. Confermati in Segreteria Gianni Roncaccia e Renato Salerno.

E da domani di nuovo nelle sedi, nelle piazze, accanto ai pensionati, ai giovani, ai lavoratori, “perché i pensionati sono in pensione dal lavoro, ma non dalla lotta”.