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Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

Ci giunge notizia che il Centro di Aggregazione giovanile Meta, attivo da quasi 20 anni  nel territorio del  VII Municipio , nei pressi del Parco della Caffarella ,ha cessato in questi giorni, forse in via ...

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

Quanto dovremo aspettare ancora? Quando i cittadini di Pomezia potranno vedere finalmente il loro territorio libero dai rischi di contaminazione, di inquinamento, di avvelenamento? L’incendio e il successivo disastro ambientale prodottosi il 5 maggio u.s. ...

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Lo Spi presenta il libro “Non è un Paese per vecchie”. Incontro con l'autrice e Rosa Carbone

Lunedì 8 novembre si è svolta una bella e partecipata iniziativa organizzata dallo Spi-Cgil del Comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, che ha visto la presentazione del libro “Non è un Paese per vecchie”...

All’iniziativa ha partecipato l’autrice del libro, Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice. Ad introdurre i lavori Rosa Carbone, segretaria generale dello Spi-Cgil del Comprensorio. Rosa ha sottolineato “l’importanza di un libro che ci consente di parlare di un tema fondamentale come la vecchiaia, ed in particolare la vecchiaia delle donne, parlarne da un punto di vista sociale e culturale”, osservando quello che accade nel nostro Paese, che “oggi non solo non è un Paese per vecchie, ma non è un Paese per giovani, per immigrati, per le donne, soprattutto a causa delle politiche portate avanti dal governo in questi ultimi anni”. Il dibattito è stato coordinato da Alessandra Valentini. Da “Ancora dalla parte delle bambine” a “Non è un paese per vecchie” Loredana Lipperini ha scelto di parlare di due fasce di età che individua come “deboli”, sotto due punti di vista quello culturale, del costume e quello sociale, dell’assistenza, delle leggi, di uno stato sociale che non c’è e di un’assistenza che manca. Elementi amplificano le disuguaglianze e rendono alcune fasce, appunto, deboli. Il libro parla della vecchiaia e affronta un tema importante e “scomodo”, evidenziando, tra le altre cose, la forza dei luoghi comuni, anche quelli più innocui o benevoli, che però formano un’immagine, una raffigurazione della società, dei generi e dell’età. Si affronta la vecchiaia ed in particolare quella della donna, e così ci troviamo di fronte a situazioni in cui la questione di genere amplifica la condizione e l’accettazione o meno della vecchiaia. Tantissimi i dati interessanti, ma anche un quadro, un’analisi crudele, impietosa. Penso all’analisi della generazione dei cinquantenni; l’impietoso mettere in fila i luoghi comuni sugli anziani-vecchi, le aberrazioni che escono sulla rete (da FB a YT); il grande tema della solitudine. Molto interessante il capitolo sulla donna e la pubblicità e la presenza delle donne anziane o vecchie nella pubblicità, interessante non solo per come fotografa la questione di genere e di età ma anche per un vero e proprio studio di marketing pubblicitario. E poi il tema dell’immagine del corpo della donna sui media; l’uso delle parole. Insomma tanti gli spunti che sono venuti dal libro e che hanno animato un dibatto vivace ed interessante, fatto di domande e di considerazioni volte, come è stato detto da molti interventi, a “cambiare la narrazione”, cioè non solo modificare la realtà, rendendola migliore, ma raccontare la storia anche da un punto di vista diverso, cominciando da noi. Alla tavola rotonda hanno partecipato Sonia Borgiani, responsabile Coordinamento Donne dello Spi del Comprensorio, che ha evidenziato la situazione degli anziani nelle Case di Cura presenti sul nostro territorio, luoghi, alcuni, dove spesso gli anziani muoiono nell’indifferenza e nella solitudine. Claudia Bella, responsabile del Coordinamento Donne Cgil Roma-Lazio, si è soffermata sul tema dei media e il corpo delle donne; mentre Fioralba Giordani, responsabile del Coordinamento Donne Cgil del Comprensorio ha affrontato il tema del rapporto giovani e la condizione di precarietà che caratterizza le generazioni più giovani (anche se non giovanissime). Un argomento ripreso dal segretario generale della Cgil, Giuseppe Cappucci, che ha anche ringraziato lo Spi per una iniziativa nella quale si è parlato di temi sociali e culturali, e si è parlato di quella solidarietà che permette di superare le barriere di genere, età, condizione lavorativa. Interessante il contributo di Alessandra Romano, responsabile del Dipartimento Formazione dello Spi-Cgil Nazionale, che ha ricordato l’iniziative attivate per rendere effettivo sul territorio il patto generazionale, ed i lavoro che fa in tal senso il Dipartimento Formazione. Numerose le domande e gli spunti venuti dalla attentissima platea, e ai quali Loredana Lipperini non si è sottratta, concentrando l’attenzione proprio sul tema della solidarietà e della conoscenza come antidoto alla disgregazione sociale che rende, come in una guerra tra poveri, vorrebbe mettere i vecchi contro i giovani. Quei vecchi che hanno le pensioni più basse d’Europa; un’assistenza inadeguata ed un mondo che vorrebbe cancellarli dalla sua raffigurazione. Iniziative come questa, ha sottolineato anche la Lipperini, possono contribuire a modificare la realtà e a far tornare l’Italia ad essere “un  Paese che sogna”. Loredana ha anche ricordato come l'idea di questo libro sia nata anche “su sollecitazione di una lettrice che in occasione di una iniziativa mi ha chiesto perché non mi occupassi di loro”, cioè delle donne oltre i 50 anni.
Dopo Loredana Lipperini ha concluso i lavori Teti Croci, segretaria generale dello Spi-Cgil Roma-Lazio, che ha ricordato l'impegno dello Spi, anche in un momento storico e politico di sicuro arretramento dei diritti e delle tutele per tutti.

Oltre al successo della giornata, possiamo dire che da tante iniziative come quella dell’8 novembre, che ha aperto la settimana di mobilitazione dello Spi, è possibile costruire un mondo migliore, vicino ai bisogni reali delle persone.

 

A.V.

 

10-11-2010

 

Intervista a Rosa Carbone segretaria generale Spi-Cgil Pomezia, Castelli, Colleferro, Subiaco



Venerdì scorso è stata presentata la Piattaforma Sociale da Cgil Cisl Uil territoriali. Lei ritiene che la stessa possa dare risposte ai pensionati del territorio?
La piattaforma è stata condivisa dalla categoria  dei pensionati, perché da sempre ritengono che la tutela del reddito da pensione può avvenire anche dalla negoziazione territoriale con gli enti locali di riferimento in merito alla riduzione delle tariffe dei tributi locali e con il mantenimento e lo sviluppo dei servizi sociali.
Non crede che i tagli dei trasferimenti da parte dello Stato agli enti locali pongano un limite alle vostre rivendicazioni?
Il sindacato deve tutelare, chi rappresenta gli enti locali deve trovare nelle politiche di bilancio le risorse per sostenere i Cittadini che li hanno eletti, soprattutto nei periodi di crisi.
I pensionati  hanno dato un contributo rilevante al risanamento del bilancio dello Stato: il meccanismo di indicizzazione è stato rallentato, diventando annuale ed è stato sospeso per alcuni periodi. Inoltre, è stato soppresso l'aggancio alla dinamica delle retribuzioni.
Il meccanismo fiscale ha penalizzato e penalizza i pensionati, mentre il drenaggio fiscale, una vera tassa sull'inflazione, neutralizza in parte la perequazione delle pensioni, incrementando in modo consistente le entrate dello Stato Inoltre, l'aumento delle tariffe per luc, gas, acqua e alimentari infierisce e si aggiunge all'erosione continua del reddito da pensione.
Come sindacato unitario con i Comuni del territorio avremo modo di entrare nel merito delle  proposte  contenute nella piattaforma; con molti di loro abbiamo, nel passato, trovato convergenze. Del resto le stesse sono a tutela di persone che fanno parte di  una realtà che qualcuno nega, come si tenta di negare tutto ciò che appartiene alla condizione reale delle persone che vivono in questo paese.
Quindi lei è convinta che avrete delle risposte positive alle vostre richieste?
L'emarginazione economica è anche emarginazione sociale.Trovare soluzioni che ne attenuino la gravità è uno dei compiti primari che hanno con diverse responsabilità le istituzioni Nazionali e locali.
Oggi, nel nostro comprensorio, abbiamo una piattaforma sociale unitaria che pone problemi non più rinviabili ai governi locali. Noi lo faremo con la disponibilità e la fermezza che ci distingue, con la convinzione che se ci sarà volontà politica da parte dei nostri interlocutori, si possono trovare le risposte che i cittadini i pensionati si aspettano.


Genzano, 15 settembre 2009