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L'Italia sono anch'io, una battaglia di civiltà sostenuta e promossa dalla Cgil PDF Stampa E-mail

La Cgil, insieme ad altre 18 organizzazioni, ha promosso la Campagna per i diritti di cittadinanza L’Italia sono anch’io. Vengono presentare due proposte di legge di iniziativa popolare per la cittadinanza ai bambini nati in Italia ed il diritto di voto anche per chi, pur non essendo cittadino italiano, è in possesso del titolo di soggiorno da 5 anni. L'obiettivo è raggiungere le cinquantamila firme, per ciascuna legge, entro la fine di febbraio 2012 ma anche diffondere il messaggio della campagna che è quello di promuovere l'uguaglianza tra le persone. 

“La Cgil ritiene questa una battaglia di grande importanza, una battaglia di civiltà che riteniamo doveroso promuovere – afferma Fioralba Giordani della Segreteria della Cgil del Comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco - Sosteniamo con convinzione la campagna L'Italia sono anch'io, anche perché l'Italia di oggi è già di fatto un Paese interculturale”. Sul territorio si stanno raccogliendo numerose firme grazie all'impegno della CdLT, dell'Ufficio immigrati e della sua responsabile Sonia Dosti, dello Spi del Comprensorio, con la segretaria Rosa Carbone che ha da subito sostenuto con forza questa iniziativa, e alla collaborazione delle associazioni che partecipano. Sono stati infatti costituiti su tutto il territorio dei nuclei che aderiscono al Comitato Territoriale per la zona di Castelli Romani, Litoranea, Valle del Sacco, Prenestini, Velletri. “L'obiettivo non è solo quello, importantissimo - sottolinea Fioralba Giordani - della raccolta firme, intendiamo anche raggiungere un ampio bacino di interlocutori, per sensibilizzare l'opinione pubblica davanti alle tematiche, attuali ma spesso dimenticate, dell'immigrazione, dell'integrazione e dei diritti di cittadinanza”.
Ma qual'è attualmente la situazione degli stranieri in Italia e cosa cambierebbe con queste due proposte di legge su “Nuove norme sulla Cittadinanza” e “Norme per la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità”?
L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di persone di origine straniera questo principio è disatteso. Le due proposte di legge di iniziativa popolare da un lato assegnano allo jus soli, cioè il diritto di essere cittadini del nostro Paese a partire dal luogo nel quale si nasce e non dalla discendenza di sangue, un ruolo di primario rilievo. La cittadinanza viene inoltre a definirsi come diritto soggettivo e legittima aspirazione delle persone a partecipare a pieno titolo alla vita della comunità e della città, dopo un periodo di soggiorno legale sul territorio, e in tempi ragionevoli. Dall’altro, attraverso il riconoscimento del diritto di voto amministrativo per chi risiede per un periodo congruo (5 anni), si elimina una ingiustizia che rischia di minare sempre più il principio del suffragio universale a livello territoriale, impedendo a milioni di persone di partecipare pienamente alla vita della comunità dove vivono.