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Come discutere di violenza sulle donne: il teatro civile PDF Stampa E-mail

Un incontro con gli studenti, un momento di condivisione e riflessione, un confronto onesto e diretto. E’ ciò che si è respirato questa mattina al Teatro Alba Radians di Albano nell’iniziativa sul tema della violenza sulle donne, organizzata da CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli, Fiom, Spi e Flc territoriali, con il patrocinio del Comune di Albano Laziale e la collaborazione di Slc, Filctem, Fp e Fisac del Comprensorio.

 Una conferenza-spettacolo che ha coinvolto gli studenti di diversi Istituti Superiori del territorio. Il confronto si è svolto alternando interventi e brani dello spettacolo “Cicatrici”, di Alessandra Flamini, messo in scena dal Gruppo "Expresso teatro".  

Le cicatrici del titolo sono quelle lasciate sul corpo e nell’anima delle donne che subiscono violenza. Segni indelebili che, sottolinea Fioralba Giordani, segretaria della CdLT e responsabile del Coordinamento donne, “sono cicatrici per l’intera società. Società che non può dirsi civile se tollera o sottace  le numerose forme di violenza che sulle donne si abbattono. Sono molteplici i soprusi e maltrattamenti di cui le donne sono oggetto. Dai ricatti sul luoghi di lavoro, alla violenza domestica, all’abbandono, alla negazione dell’affettività che pesa  spesso sulle donne anziane”. Il femminicidio è la forma più estrema di violenza, la realtà è drammatica e la Cgil intende avere  una grande attenzione.  “ La violenza nega i diritti di cittadinanza e la libertà delle donne. Ci riguarda da vicino. Come sindacato vogliamo fare la nostra parte per generare un cambiamento culturale e sociale. E per farlo occorre operare dalle radici, dalla scuola. Spero che teniate le vostre menti aperte e siate pronti a cogliere i segni di un degrado, del formarsi di atteggiamenti che generano violenza e relazioni sbagliate fra i generi. Agiamo prima che ciò avvenga, non voltiamoci dall’altra parte”.

Si è voluto parlare ai ragazzi con delicatezza, onestà e con un linguaggio che li potesse interessare e coinvolgere emotivamente. La formula creata da Expresso Teatro è quella di un’alternanza fra momenti di rappresentazione teatrale ed interventi di approfondimento storico, culturale e psicologico delle tematiche affrontate. Le attrici hanno portato sul palco episodi di stalking, mobbing, abusi familiari e violenza domestica. Ogni scena è stata poi approfondita ed analizzata dalla psicologa Paola Canci  che ha coinvolto i ragazzi rendendo accessibili e comprensibili i sentimenti, le emozioni, le paure rappresentati. Gli studenti hanno risposto con entusiasmo seguendo con attenzione lo spettacolo e gli interventi, per poi partecipare in prima persona con domande e testimonianze dirette.

Si è parlato molto degli episodi di cronaca recenti, aggressioni a ragazze verificatesi nel territorio dei Castelli. E’ emerso uno stato di timore e paura diffusi, richieste di possibili soluzioni. Gli interventi dei soggetti presenti hanno chiarito la complessità del tema, la necessità di riflettere e discutere per combattere, anche sul piano culturale, gli abusi e tutelare i diritti delle donne.

La dott.ssa Canci ha parlato ai ragazzi delle condizioni necessarie all’essere umano per instaurare rapporti con gli altri: l’accettazione; la possibilità di condividere sentimenti ed emozioni; la sincerità. “Se realizziamo queste condizioni forse non avremo bisogno di essere violenti né di sottostare alla violenza”. Forme relazionali sane, inclusione sociale, politiche di genere, una cultura del rispetto e dei diritti possono essere le risposte alla violenza.

In Italia una donna su tre è stata almeno una volta vittima di violenza o maltrattamenti; la prima causa di morte fra le donne è la violenza domestica; continuiamo a sentire di donne morte ammazzate, così tante che si è dovuta creare una nuova parola “femminicidio”. Per questo è importante puntare l’attenzione sul tema della violenza di genere, lavorare sulla prevenzione, parlare ai giovani, imparare a riconoscere la violenza, dare voce alle donne cha hanno avuto il coraggio di denunciare. Sono importanti iniziative come questa, che ha visto protagonisti i giovani ma non solo. La sera è stata proposta la versione integrale dello spettacolo di teatro civile “Cicatrici”, con l’intensa  regia di Pietro Saracino. Il pubblico presente ha condiviso la profonda emozione trasmessa dal  testo e dall’interpretazione delle protagoniste, decretandone il successo.

Nelle prossime settimane, in quello che la CdL CGIL del territorio definisce “un lungo 8 marzo”, affronteremo ancora il tema delle violenze sulle donne e tra queste occorre mettere l’assenza di lavoro, le discriminazioni, la condizione delle donne migranti. Temi che ci impegnano tutto l’anno e che l’8 marzo, simbolicamente, riporta in primo piano.   

 

11-03-2013