Primo piano

Ancora roghi a Pomezia

Un altro incendio , ancora fiamme che distruggono merci, imballaggi, automezzi e documenti cartacei a Pomezia. E’ accaduto di nuovo ieri notte, con l’azienda chiusa per la festività, presso il deposito della ditta di autolinee ...

Leggi tutto...

Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola

News image

Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola. E anche a Pomezia Incontro organizzato dalla Camera del Lavoro e la FLC Roma Sud Pomezia Castelli con gli s...

Leggi tutto...

MORE_IN: Primo piano

Le donne...la vera urgenza è un lavoro comune PDF Stampa E-mail

 

Politiche di genere, pari opportunità, sono da sempre parole chiave della nostra organizzazione. Ma oggi la riflessione e l'azione si concentra più che mai sui diritti delle donne, ahimè, troppo spesso calpestati. Il rispetto della donna e del suo corpo, la tutela dell'autodeterminazione sono sotto attacco. Da una parte imperversano nella società e nella politica modelli distorti, corpi di donna in vendita, usati come passepartout, mostrati come trofei da uomini di potere, svuotati di tutto ciò che non sia pura immagine. Dall'altra parte gli attacchi alla legge 194, i consultori a rischio chiusura e poi la violenza, continua, assurda, vicina. Ormai la parola femminicidio è sempre più frequente sui media, perché sempre più frequenti sono le uccisioni di donne, spesso da parte di persone a loro vicine, partner, ex amanti, padri e fratelli. Non solo cronaca, non casi isolati, ma un fenomeno che deve aprire una riflessione profonda sui meccanismi e sulle relazioni fra i sessi, un problema sociale che va affrontato a più livelli e che deve essere una priorità nell'agenda politica.  

 

Un tema sul quale la Cgil ha aperto un ampio dibattito per analizzare le radici e le dinamiche che scatenano una violenza che spesso ci appare senza senso. Ma accanto al dibattito teorico, supportato da adeguate analisi psicologiche e sociali, il sindacato scende in campo con proposte concrete che tutelino il corpo, la libertà, la dignità delle donne. Così la Cgil di Roma e Lazio e la CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli sono impegnate in una serie di iniziative che coinvolgono il mondo dell'associazionismo, dialogano con la politica e le istituzioni, affinché si possa operare direttamente sul territorio per innescare un cambiamento nella società, per offrire alle donne, e non solo, momenti e luoghi di incontro, ascolto, informazione e supporto.

 

Non sul mio corpo” è lo slogan, scelto dalla Cgil Roma e Lazio, per l’iniziativa nella quale è stata illustrata la Convenzione “No More” promossa,da Udi, Casa Internazionale delle Donne, D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), Telefono rosa, Giulia (Giornaliste unite, autonome, libere, Lavori in corsa 30 anni Cedaw (una piattaforma di organizzazioni e di singole persone impegnate nella promozione dei diritti delle donne in Italia e nel mondo) e a cui aderisce il Coordinamento donne della Cgil Roma e Lazio. “No More” è una piattaforma politica ricca di proposte operative “in materia di prevenzione, contrasto e protezione dalla violenza maschile sulle donne” e che si rivolge allo Stato italiano, al Parlamento, all’intero Governo e al suo Presidente, alle Regioni, ai Comuni e a tutte le altre Istituzioni.

 

Dal canto suo la CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli ha approvato nella propria Conferenza di Organizzazione un ordine del giorno dal titolo Le donne. La vera emergenza che “impegna la Camera del Lavoro a proseguire in un'azione quotidiana, tenace e di lungo periodo affinché non si spenga l'attenzione sui femminicidi, affinché nelle sue sedi e nell'operare quotidiano, e nei luoghi di lavoro e di socialità si porti avanti una cultura del rispetto, una politica del lavoro e dei servizi alle donne”.

 

Sulla spinta di questo o.d.g., grazie ad un lavoro che parte da lontano, non è difficile passare dall’enunciazione teorica al lavoro concreto. La nostra CdLT ha avuto sempre sportelli di ascolto delle donne e compagne, sensibilità e professionalità impegnate su tali questioni. Si tratta di ridare vitalità e di arricchire queste esperienze.

 

Ci è sembrato importante cominciare a lavorare anche coinvolgendo donne e associazioni presenti sul territorio e questo lavoro comincia ad avere frutti positivi ed interessanti.

 

A gennaio 2013, sollecitati dall’Associazione IAPH di Pomezia, daremo spazio dentro la nostra sede, ad uno Sportello Donne Pomezia. Un luogo creato da donne per altre donne, uno spazio di informazione e consulenza sui temi delle discriminazioni e della violenza, aperto a tutte le donne, italiane e migranti, che vivono e lavorano nel territorio.

 

Sul litorale laziale, ad Anzio e Nettuno, dove si incrociano le complessità della migrazione e della crisi economica, la nostra CdLT è partner attivo di un progetto nato con l’obiettivo di contrastare la marginalità sociale ed economica prodotta dalla violenza di genere vissuta dalle donne italiane e migranti sul territorio di Anzio e Nettuno.

Il progetto SocialMente, promosso da Alzaia, Legambiente, Lilith insieme ad una rete di partner fra cui la nostra struttura territoriale, ha ricevuto i finanziamenti del CESVI (centro servizi volontariato Lazio). E’ stato premiato per la concretezza e la rispondenza alle urgenze ed ai bisogni del territorio.

Il progetto intende avviare un'opera di sensibilizzazione e di coinvolgimento delle istituzioni locali, favorire i rapporti fra le donne e gli operatori del sociale, aprire un centro operativo di ascolto ed orientamento, un luogo di incontro, confronto e promozione di attività che favoriscano l'inclusione sociale delle donne che subiscono violenze e discriminazioni di genere, sia nei luoghi di lavoro che nei luoghi della quotidianità, non ultime le mura domestiche.

Il progetto partirà a breve ed ha scadenze precise, sarà presentato il 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, nella Biblioteca di Anzio.

L’Associazione Alzaia ha, infatti, organizzato un incontro pubblico in quella sede, cui parteciperà anche la nostra Camera del lavoro. Proprio come recita l’ordine del giorno, infatti, c’è un lavoro lungo, tenace e quotidiano, che ci impegna tutti e tutte, tutte le strutture, le categorie e tutti i servizi. Perché da soli non si vince nessuna battaglia…figurarsi quella delle donne.