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Attivo su Jobs Act, nuove normative in materia di ammortizzatori, controllo a distanza e demansionamento PDF Stampa E-mail

La CGIL Roma Sud Pomezia Castelli, dando seguito all'approfondimento sul Jobs Act già tenuto a marzo, giovedì 22 ottobre ha riunito nuovamente un attivo di quadri e delegati per ragionare sul completamento dei provvedimenti legislativi che costituiscono il Jobs Act.

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L’incontro presieduto dalla Segretaria Generale della CdLT, Silvia Ioli, è stato introdotto dalla relazione di Gianni Leonetti, Segretario Organizzativo, che ha collegato il giudizio complessivo  sul Jobs Act, già formulato nel precedente Seminario, con gli attuali andamenti occupazionali e con le azioni di contrasto che, sul piano della contrattazione, la CGIL sta mettendo in campo, a partire dalle scelte che riguardano i rinnovi dei CCNL in scadenza. Nel merito, Leonetti ha richiamato anche la recente intesa dei Chimici e Farmaceutici, che incrina il fronte  delle posizioni confindustriali più intransigenti.

 

Due successive comunicazioni hanno illustrato i punti all’ordine del giorno: trattamenti di Integrazione Salariale, politiche attive del Lavoro in relazione agli ammortizzatori sociali, modifiche della L.300/70 in materia di controllo a distanza e mansioni del lavoratore.

Fabrizio Samorè, della CGIL Roma e Lazio ha illustrato le forti modifiche che vanno a toccare la cassa integrazione. A fronte di un allargamento della platea dei destinatari c’è però la scomparsa della cassa integrazione a zero ore, una diminuzione della durata e della misura del trattamento ed un aumento del costo della cassa integrazione per le imprese, che in questo modo vengono indirettamente incoraggiate a ricorrere ai licenziamenti. “La cassa integrazione era pensata per favorire il mantenimento dell’occupazione, ora cambia l’approccio – spiega Samorè – e si spinge perché quanti più lavoratori possibili vengano spinti fuori dalla fabbrica e rimessi nel mercato del lavoro”, peccato però che il lavoro non c’è e le politiche attive previste non sono ben chiare ed impiegheranno ancora molto tempo per partire.

Un altro punto su cui è stata focalizzata l’attenzione è stato quello del demansionamento inserito nel Jobs Act. Se prima era prevista per il lavoratore la possibilità di vedersi attribuire da parte del datore di lavoro un altro tipo di mansione, però “euivalente” alla propria, ora la nuova normativa parla di “mansioni riconducibili”… “Si rischia di non tutelare le professionalità – afferma l’Avv. Giacomo Summa - La norma prevede anche che in caso di modifiche di assetti aziendali che incidono sul lavoratore esso potrà essere assegnato a mansioni inferiori. Il trattamento retributivo dovrebbe essere mantenuto ma non i  trattamenti accessori, quindi c’è di fatto un abbassamento dello stipendio. Inoltre un contratto aziendale può prevedere un allargamento dei demansionamenti e accordi individuali al riguardo”.
L’Avvocato Summa ha illustrato anche le modifiche in materia di controllo a distanza dei lavoratori. L’Art. 4 dello Statuto dei lavoratori vietava l’uso di impianti audiovisivi e altre apparecchiature per il controllo a distanza, fatta eccezione per gli impianti resi necessari da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, previo accordo con le Organizzazioni sindacali o l'Ispettorato del lavoro. Con l’ultimo decreto le suddette limitazioni non si applicano a tutti gli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione e quelli per la registrazione di ingresso e uscita.

La riunione, molto partecipata ed interessante, come hanno dimostrato i numerosi interventi e domande da parte dei presenti, è stata conclusa da Donatella Onofri, Segretaria della CGIL Roma Lazio,  che ha sottolineato l’importanza della consapevolezza di quello che sta accadendo e dei termini dell’attacco nei confronti  del sindacato e dei lavoratori. “La nostra contrarietà al Jobs Act non è ideologica ma politica. C’è la volontà chiara di deregolamentare il sistema del lavoro, un fortissimo attacco ai sindacati e ai nostri Servizi, che è anche un attacco alle tutele diffuse” Dobbiamo ragionare insieme alla gente che rappresentiamo per dare una risposta collettiva. Stiamo lavorando bene rinnovando i contratti, abbiamo spazi di contrattazione a livello nazionale ma anche di secondo livello. Sui controlli a distanza sul territorio ci sono stati accordi positivi ed anche sui licenziamenti, riprendendo quelle che erano le linee dell art.18. spesso si riesce a reintrodurre per via contrattuale ciò che normativamente viene tagliato.
La CGIL nei prossimi giorni avvierà un ragionamento su nuovo statuto dei lavoratori perché dobbiamo adeguare quello statuto alla fase attuale ed avere un atteggiamento di proposizione.
Dobbiamo fare approfondimento, dotarci di strumenti per agire ed avere la consapevolezza che in questa partita ci sono ancora grandi organizzazioni sindacali ed una grande CGIL”.