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Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

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Incendio alla Cecconi. Moranti: “Stabilimento in fase di smantellamento e lavoratori senza cassintegrazione” PDF Stampa E-mail

Questa mattina ha preso fuoco lo stabilimento che ospitava la Cecconi, storico salumificio di Ardea, ancora non sono chiare le cause dell’incendio.

“L’edificio è ormai in stato di abbandono - sottolinea Gianfranco Moranti, Segretario della FLA CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli –gli eredi Cecconi, proprietari dell’immobile, ormai da luglio 2011 si sono disinteressati delle attività produttive, affittando l’ attività e l’immobile annesso alla famiglia Scarfoglio, che a distanza di poco più di un anno ha cessato la produzione aprendo una procedura di mobilità per tutti i dipendenti. Inoltre l’affittuario dell’attività sta procedendo al completo svuotamento dello stabilimento e risulterebbe che al momento dell’incendio una ditta esterna stava lavorando per lo smantellamento e smaltimento degli impianti”.

 

Inoltre Moranti porta l’attenzione sulla gravissima situazione dei dipendenti dell’ex salumificio, legata al mancato pagamento della cassintegrazione. Infatti il decreto del Ministero del Lavoro aveva stabilito il pagamento della cassintegrazione da parte dell’azienda, ma la Cecconi Industrie Roma di fatto non esiste più e non risponde agli inviti del Ministero. Risulterebbe inoltre, da atto notarile, che la famiglia Scarfoglio abbia venduto le quote azionarie in suo possesso.

“ Le Organizzazioni sindacali hanno presentato ricorso al Ministero per chiedere il pagamento diretto dall’INPS , allegando gli esposti che denunciano il fatto che l’azienda non esiste più e facendo riferimento all’udienza del 30 aprile presso il Tribunale fallimentare di Velletri per il fallimento dell’azienda stessa. Il Ministero si è dichiarato disponibile ad emettere un nuovo decreto che modifichi il vecchio, ma a ieri ancora non era stato firmato. Questa situazione di incertezza è ormai insopportabile per i lavoratori, che non ricevono né stipendio né cassintegrazione da luglio 2012 e devono avere circa un milione di TFR dalle società datrici”.

 

14-05-2013