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Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

Ci giunge notizia che il Centro di Aggregazione giovanile Meta, attivo da quasi 20 anni  nel territorio del  VII Municipio , nei pressi del Parco della Caffarella ,ha cessato in questi giorni, forse in via ...

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

Quanto dovremo aspettare ancora? Quando i cittadini di Pomezia potranno vedere finalmente il loro territorio libero dai rischi di contaminazione, di inquinamento, di avvelenamento? L’incendio e il successivo disastro ambientale prodottosi il 5 maggio u.s. ...

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La città di plastica. A Velletri il 4 aprile uno spettacolo che dà voce alle donne e ai loro sogni di libertà PDF Stampa E-mail

Sulla scia di Marzo Donna e dell’attenzione costante che la Cgil dedica ai diritti delle donne, la CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli, Spi, Fiom e Slc territoriali, con il patrocinio del Comune di Velletri, presentano “LA CITTA’ DI PLASTICA. Nel giardino dei sogni”. Uno spettacolo teatrale  di Silvia Resta e Francesco Zarzana, che sarà presentato giovedì 4 aprile, alle ore 17.00, presso il Teatro Artemisio di Velletri, con ingresso gratuito. Uno spettacolo fortemente voluto dalla Camera del Lavoro perché parla dei temi cari al sindacato: donne, lavoro, uguaglianza, libertà, diritti che mancano.

 

Sulla scena tre storie di donne contemporanee, tre voci  dalle cronache dei nostri tempi. 
Dall’Iran, la voce di Neda Salehi Agha Soltan, la studentessa uccisa a Teheran, durante le proteste divampate dopo le elezioni presidenziali del 2009 e barbaramente represse dal regime.  La sua storia ha emozionato il mondo grazie alla diffusione di un video amatoriale che ne ha documentato la morte. 
Dall'Afghanistan, la storia di Hanifa. E lo strazio di migliaia di ragazze che per sfuggire alla schiavitù dei matrimoni combinati, all' orrore di un marito vecchio e brutto, scelgono di darsi fuoco. Si cospargono di benzina e si bruciano. Alcune muoiono, altre finiscono ustionate a vita.
Dal Kenya, l' ultima protagonista: si chiama  Rose. Come le rose che lei va a tagliare, nelle serre sul lago Neivasha. Costretta per pochi dollari a respirare polveri tossiche  e concimi killer, dieci ore al giorno sotto i teloni a più di quaranta gradi. Una città di plastica sorta per il profitto delle multinazionali, che produce tumori e fiori. Fiori che finiscono in occidente, comprati e scambiati come simbolo d' amore.

Si  narra il dolore ed il coraggio di tre donne che vivono e lottano in Paesi lontani e diversi, ma sono accomunate da uno stesso sogno di libertà e da una stessa realtà di diritti negati.

Diritti che la Cgil si impegna a tutelare, diritti di cui vuole continuare a parlare. Lo fa nelle proprie sedi, nei luoghi di lavoro, nei dibattiti ed anche a teatro, consapevole che il linguaggio della rappresentazione può arrivare diretto e coinvolgente alle persone.

 

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29-03-2013