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Ancora roghi a Pomezia

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Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola

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Rsu Menarini. Rischio di mille esuberi e aggressione ingiustificata contro i lavoratori da parte di attivisti antivivisezione PDF Stampa E-mail

I lavoratori e le lavoratrici delle società RTC, Menarini Biotech e Menarini Ricerche del campus di Pomezia, denunciano lo stato di forte disagio emotivo e psicologico causato dall'annuncio non ancora definito della direzione generale del gruppo Menarini di mille lavoratori in esubero cui si aggiunge l’aggressione indiscriminata, diretta e sui mezzi di informazione, di attivisti antivivisezione contro noi lavoratori dell'aziende citate, con conseguenze gravi sia per la nostra incolumità che per le nostre proprietà, perché colpevoli, secondo gli attivisti, di dover lavorare per vivere e di fare un lavoro che ad oggi purtroppo non ha alternative.

 

Si ricorda che la nostra opera professionale è regolata da leggi italiane ed europee rigide ed inderogabili che, sulla base dell'attuale conoscenza scientifica, impongono sia all’azienda che ai lavoratori un comportamento etico e morale nei confronti della sperimentazione animale ritenuta necessaria per poter commercializzare e rendere disponibili alle persone tutte le sostanze di efficacia terapeutica.

Riteniamo che questo attacco diretto alla dignità e alle proprietà dei lavoratori sia una pratica vile che non può essere sottotaciuta. Forse queste persone che ci tacciano di essere "assassini" e ci minacciano "di fare ai nostri figli quello che facciamo agli animali" si sottopongono o fanno sottoporre i loro cari ad esempio a cure canalari ad un dente o ad una operazione chirurgica senza anestesia? O forse nessuno di loro o dei loro cari non si è mai curato con antibiotici in caso di polmonite? Se non è così, anche loro sono partecipi, usufruendone, della stessa sperimentazione di cui ci accusano.

Questi "attivisti pacifici " che nelle loro manifestazioni si definiscono vittime aggrediscono noi lavoratori, oltre che con offese gratuite, con sassi, calci e pugni con la conseguenza che in più di un'occasione i lavoratori sono stati di fatto imprigionati all’interno dell’azienda.

Con le loro proteste vogliono forse che 300 famiglie rimangano senza lavoro? Per loro è forse meglio sopprimere una persona e la sua famiglia nella loro dignità e nella loro sussistenza per evitare qualcosa che, comunque, ad oggi è l’unica via scientifica per tentare di lenire Ie sofferenze o salvare la vita nostra e dei nostri cari, compresi i nostri animali domestici?

Ricordiamo che la legge prevede anche fasi di sperimentazione sull'uomo sano e volontario, spesso povera gente che riceve in cambio assistenza medica gratuita o pazienti che reduci da terapie inefficaci si affidano a terapie sperimentali.

Volete abbandonare i nostri malati senza alcun margine di speranza? Speriamo di no, perche scientificamente, a norma di legge, e di buon senso, la tollerabilità ai farmaci in sviluppo per l’uomo durante la sperimentazione, viene determinata grazie al sacrificio di animali che, proprio per questo, nessun lavoratore del comparto si permetterebbe di non rispettare, come del resto anche certificato per RTC dalle agenzie preposte.

Sono decenni che grazie alla ricerca scientifica molte sperimentazioni fatte in vivo sugli animali state sostituite da sperimentazioni in vitro. Ciò che rimane della sperimentazione in vivo sono per Io più test di tossicità, necessari per poter procedere con qualche margine di sicurezza alla sperimentazione nell'uomo. Ciò non toglie che la ricerca scientifica, pubblica e privata, continui a studiare per poter sostituire la sperimentazione in vivo con test alternativi.

Come lavoratori, ma soprattutto come persone, denunciamo e contestiamo la volontà di sacrificare i nostri figli per ideologie spesso solo strumentali alla visibilità e alla gloria politica di poche persone, sperando invece che la lotta venga incanalata verso la ricerca di metodi scientifici alternativi prima di demonizzare gli unici metodi al momento scientificamente validi e le persone che lavorano per vivere.

Infine, non riusciamo a comprendere silenzia assordante della nostra azienda al momento delle aggressioni, morali e personali, versa i loro dipendenti.

 

11-03-2013

 

RSU Campus Menarini Pomezia