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CdLT, FP, SPI: "Sanità e servizi. Grave la situazione nel nostro territorio" PDF Stampa E-mail

Sanità pubblica, sanità privata e servizi socio assistenziali sono stati al centro dell’analisi e della riflessione presentata nella conferenza stampa di oggi a Velletri dalla Cgil Roma Sud-Pomezia-Castelli, dalla Funzione Pubblica e dallo SPI territoriali.

 

Una realtà preoccupante, in cui diminuiscono le prestazioni sanitarie, vengono tagliati posti letto e molte strutture di assistenza private sono in crisi. E’ questo il quadro della sanità nel nostro territorio, illustrato bene da Giuseppe Cappucci, Segretario generale della CdLT che ha evidenziato l’impoverimento qualitativo e quantitativo dei servizi: “A questo si aggiungono le conseguenze della crisi che portano molte persone a risparmiare sulla salute, rinunciando alle cure primarie. Oggi siamo qui per riaprire un dibattito e sollecitare le istituzioni a riflettere sull’intero sistema della sanità e dei servizi che è saltato”.

Paolo Calvano, Segretario della FP territoriale, ha sottolineato la situazione gravissima in cui versa la sanità pubblica che ha subito duri tagli legislativi: “Il servizio sanitario non è più programmato per dare assistenza al cittadino, ma solo secondo logiche economiche. Le condizioni in cui sono costretti ad operare i prontosoccorsi è vergognosa e intanto negli ospedali si chiudono reparti a causa della carenza di personale. In un territorio di più di 500mila abitanti abbiamo 8 strutture pubbliche più molte strutture convenzionate. Ciò dovrebbe consentire di offrire agli utenti una buona assistenza, ma purtroppo la qualità dei servizi erogati è scarsissima”.

La preoccupazione riguarda anche la sanità privata che, afferma Roberto Marinelli della segreteria della FP, “dovrebbe essere integrativa rispetto a quella pubblica ma sta subendo lo stesso smantellamento. Molte strutture stanno diminuendo i servizi, molte ricorrono alla cassa integrazione o non pagano gli stipendi da mesi. Inoltre in questa area viviamo la particolarità della vicenda legata al gruppo Angelucci e all’inchiesta che ha coinvolto il San Raffaele. E ora si è aperto anche il caso di Villa delle Querce che riscontra un problema di liquidità e tagli ”. A fare le spese di tutto ciò sono ovviamente i cittadini, che non vedono garantito il proprio diritto alla salute, ed i dipendenti pubblici e privati che temono per il posto di lavoro.

Fra le fasce che più subiscono l’impoverimenti dei servizi ci sono sicuramente gli anziani. “Nei distretti Asl del comprensorio sul totale degli utenti ben l’85,54% sono anziani – sottolinea Rosa Carbone, Segretario generale dello SPI Roma Sud-Pomezia-Castelli – Il reddito dei pensionati è diminuito del 33%, le spese sanitarie diventano quindi un problema a cui si aggiunge la diminuzione dei servizi socio-assistenziali. Ci auguriamo che chiunque governerà la Regione metta la sanità fra i punti principali dell’agenda politica e capisca che dietro ai tagli, dietro ai programmi d’intervento non ci sono dei numeri ma delle persone”.

In conclusione Cappucci ha posto l’accento su ciò che sta avvenendo nella Asl RM G, che comprende anche Colleferro. E’ stata pubblicata sul sito dell’Asl una gara d’appalto per il reparto della diagnostica per immagini (risonanze magnetiche, tac, medicina nucleare) che prevede l’affidamento di questi servizi a privati per oltre 38 milioni di euro per 7 anni. “Questo è un modello che ci preoccupa e che non possiamo accettare. La sanità pubblica non può appaltare e cedere servizi così importanti che, inoltre, verrebbero gestiti da aziende esterne con loro macchinari e loro dipendenti, per i quali non è chiaro quali contratti sarebbero applicati. Come Cgil provvederemo a chiedere immediata revoca della procedura di appalto a tutela dell’assistenza pubblica e di un servizio sanitario di qualità ed accessibile a tutti”.