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La Cgil lancia il confronto sul futuro delle società in house PDF Stampa E-mail

Dalla Legge 142/90 alla Legge 135/12, come cambiano le società in house: riflessioni, spunti e contributi, è il titolo dell’iniziativa organizzata oggi dalla Funzione Pubblica Cgil Roma Sud-Pomezia-Castelli, presso l’Aula consiliare del Palazzo comunale di Albano.

 

 

L’incontro è stato aperto dalla relazione di Paolo Calvano , Segretario Generale FP territoriale, che ha presentato un exursus sul percorso legislativo che ha portato alla creazione delle Aziende speciali e poi delle società in house. Società che, con la legge 135/12, sono state molto ridimensionate con i limiti nelle assunzioni e l’obbligo, per quelle che non svolgono servizi di interesse generale, di essere liquidate a fine 2013. Una situazione resa ancora più difficile dai tagli profondi agli Enti Locali, con la riduzione del 5% della spesa destinata ai servizi. Nel nostro territorio ci sono 7 società in house che svolgono diversi servizi ed impiegano più di mille dipendenti, senza contare poi l’indotto. Queste società vertono, ognuna con le sue specificità, in grave crisi economica ed il lavoro del sindacato è oggi più che mai fondamentale, visto che in molti casi si sono riscontrati ritardi nel pagamento degli stipendi e mancanza di certezze per il futuro. “La Cgil vuole essere protagonista nelle scelte sul futuro delle in house. Lo vogliamo fare senza dimenticare il territorio, con un ruolo fondamentale della CdLT e di concerto con tutte le categorie coinvolte”, afferma Calvano.

 

Occupazione, qualità del lavoro e dei servizi, diritti per i lavoratori e la cittadinanza”, sono i paletti che mette Giuseppe Cappucci, Segretario Generale della CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli, i punti chiave dai quali il sindacato non può prescindere.

La prima sessione di lavoro che si è aperta, moderata da Natale Di Cola, Segretario Regionale FP CGIL Roma e Lazio, si è concentrata sulla normativa legislativa di riforma delle partecipate ed ha visto l’intervento dei rappresentanti di alcune delle società in house del territorio. La normativa attuale appare sempre più restrittiva, tanto da rendere difficilissima la gestione delle in house e colpire duramente l’occupazione, con il blocco del turn over e delle assunzioni. In questo quadro Di Cola ha sollecitato i suoi interlocutori sulla possibilità di salvaguardare ciò che funziona sul territorio e di pensare ad una collaborazione fra le società, superando un’ottica campanilistica.

 

Il confronto si è quindi spostato sul piano della politica, con l’intervento degli amministratori locali, concordi nel lamentare una situazione economica drammatica per gli Enti Pubblici, che ricade inevitabilmente sulle partecipate. La strada tracciata dalle modifiche normative e dai numerosi tagli è quella di un restringimento del pubblico a tutto favore del privato, con un inevitabile peggioramento delle condizioni per i lavoratori e i cittadini.

L’invito lanciato dalla Cgil è quindi quello di una riflessione comune su una realtà che sta mutando e sul futuro economico delle società partecipate.

 

Claudio Di Berardino, Segretario Generale CGIL Roma e Lazio, lancia una proposta concreta che parte da un’attenta analisi della situazione attuale. Con l’ultima manovra del Governo i tagli agli Enti locali saliranno complessivamente a 17-18 miliardi, un intervento che azzera di fatto i tentativi di riqualificazione e riorganizzazione della macchina pubblica avviati in questi anni. “Servono risorse, per questo la discussione deve impegnare anche la politica nazionale per chiedere un maggior impegno nella lotta all’evasione, una politica fiscale diversa che dia più respiro alle famiglie, un allentamento del patto di stabilità. Non si esce dalla crisi a scapito dei territori, del lavoro, delle persone”, afferma Di Berardino, sottolineando l’importanza, oggi più che mai, della concertazione, dell’avvio di una riflessione comune, a partire dall’incontro di oggi e dalle numerose iniziative che in questo senso la FP, la CdLT e la Cgil di Roma e Lazio stanno mettendo in campo. “Abbiamo bisogno di mettere insieme le forze, ognuno con il proprio ruolo e le proprie responsabilità, per uscire dalla crisi, per salvaguardare la quantità e la qualità dei servizi e dell’occupazione. Come Cgil lanciamo momenti di protesta (a partire dalla manifestazione del 14 novembre contro le politiche di austerità) e di proposta”. E la proposta lanciata oggi da Di Berardino è quella di un Manifesto comune, a cui lavorare in concerto forze sociali, amministratori e società per trovare risposte concrete, una strada comune da cui ripartire.

 

Fabrizio Fratini, Segretario FP CGIL Nazionale, nelle sue conclusioni ha ribadito l’importanza di un dibattito sul territorio attraverso cui fare un’analisi del momento storico e delle criticità, ma soprattutto, dei punti di forza delle in house. Gli obiettivi principali devono essere due: “non disperdere il patrimonio rappresentato dai lavoratori e rimettere al centro i cittadini ed i loro bisogni. Se vogliamo garantire coesione sociale e diritti è necessaria la gestione pubblica dei servizi”.

 

 

 9-11-2012