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Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola

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Cecconi. I dipendenti tornano a Lavoro ma lo stato di agitazione rimane PDF Stampa E-mail

Nell’assemblea di venerdì, dopo 13 giorni di sciopero con presidio davanti lo stabilimento Cecconi di Ardea, i lavoratori e le lavoratrici hanno deciso di tornare a lavorare da lunedì 10 settembre, mettendosi a disposizione della società e considerandosi retribuiti, così dicono in una nota Moranti Gianfranco, Segretario generale della Flai Cgil, e Persiani Massimo, della Uila Uil.

 La procedura di licenziamento consegnata il 6 settembre scorso che prevede la cessazione dell’attività totale ha confermato quello che da mesi le Organizzazioni Sindacali, insieme alle rappresentanze interne, stavano sostenendo e cioè che avendo disatteso il Piano Industriale presentato all’atto del trasferimento (luglio 2011) l’azienda, con il passare dei mesi, andava sempre di più nel declino totale.

 “Formalmente ci sono 75 giorni per discutere forme alternative ai licenziamenti, ed anche se all’orizzonte si intravvede solamente una strada in salita, proveremo a discuterne con la Regione Lazio e con l’Associazione Datoriale. Già da venerdì, sciolta l’assemblea, - continuano Moranti e Persiani- abbiamo richiesto un incontro alle Parti Datoriali per discutere e approfondire la grave problematica così come previsto dalla legge 223/91. Lo stato di agitazione rimane ed i dipendenti sono pronti a riprendere le forme di lotta. Infatti, anche se messisi a disposizione per lavorare, la sera e la notte continueranno a presidiare davanti la fabbrica dove gli stessi hanno montato un palco. 75 giorni sono lunghi e non vogliamo portare i lavoratori e le lavoratrici all’esasperazione, quindi vogliamo centellinare le forme di sciopero. Nel frattempo solleciteremo la Prefettura di Roma ed il Sindaco a convocare gli eredi Cecconi, proprietari degli immobili e dei terreni.

Infine - concludono i Segretari di Categoria - chiederemo al Prefetto di approfondire questa vicenda definita assai anomala e che ha visto nel luglio 2011 il trasferimento della società dagli stessi eredi alla famiglia Scarfoglio Ferrara, con un accordo di cessione di azienda che ha portato a poco più di un anno al disfacimento totale, ha ridotto la Cecconi in una società priva del minimo sostentamento finanziario di liquidità corrente!!!!!!!! Per questa ragione informeremo la Procura della Repubblica di Velletri di questa vicenda, definita anomala, invitando le Autorità Giudiziarie ad indagare ed all’accertamento dei fatti accaduti”.

 

10-09-2012