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Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

Ci giunge notizia che il Centro di Aggregazione giovanile Meta, attivo da quasi 20 anni  nel territorio del  VII Municipio , nei pressi del Parco della Caffarella ,ha cessato in questi giorni, forse in via ...

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

Quanto dovremo aspettare ancora? Quando i cittadini di Pomezia potranno vedere finalmente il loro territorio libero dai rischi di contaminazione, di inquinamento, di avvelenamento? L’incendio e il successivo disastro ambientale prodottosi il 5 maggio u.s. ...

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Cecconi. Dall’azienda volontà di licenziare tutti i dipendenti. Flai e Uila “problema sociale da scongiurare” PDF Stampa E-mail

E’ in corso un’assemblea davanti allo stabilimento Cecconi di Ardea dopo il cattivo esito dell’incontro di ieri presso la Prefettura di Roma a cui hanno partecipato oltre che i Segretari Generali delle categorie, la camera del Lavoro Cgil di Pomezia, il Sindaco e il dirigente dell’assessorato del lavoro della Regione Lazio.

L’amministratore delegato delle industria Cecconi non si è presentato, facendosi rappresentare da un nuovo consulente del lavoro che ha informato le Parti che l’azienda ha inviato una procedura di mobilità alle OO.SS. Con la quale formalmente si comunica la cessazione dell’attività e l’intenzione entro novembre 2012 di licenziare tutti e 42 i dipendenti. Con molto stupore si è appresa la notizia, infatti, 13 mesi fa la famiglia Scarfoglio Ferrara rilevava l’azienda dagli eredi Cecconi con propositi di crescita e sviluppo del marchio e di mantenimento dei livelli occupazionali presentando un piano industriale rilevante; a oggi invece intende chiudere e licenziare tutti i dipendenti!!!!!!. D’altra parte – dicono i Segretari territoriali Flai Cgil, Moranti Gianfranco, e Uila Uil, Persiani Massimo - da mesi cerchiamo di determinare un incontro con la Direzione per discutere delle problematiche legate al contratto di solidarietà e all’andamento aziendale che risultava con il passare dei mesi sempre più in declino produttivo, ma La Direzione si è sempre negata agli incontri e alla rappresentanza sindacale interna andava ribadendo che tutto era a posto o sarebbe stato sistemato!!!!!!!! Ma una situazione così drammatica poteva essere evitata!!!?????? Un’altra fabbrica destinata a rimanere una cattedrale nel deserto? Un altro storico marchio laziale destinato a scomparire e con esso il lavoro di 42 persone, 42 famiglie che già da gennaio si sono decurtati lo stipendio del 20%!!!!! Un problema sociale che dobbiamo scongiurare”, concludono Moranti e Persiani.

 

 

 

07-09-2012