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Coordinamento Welfare. "Necessario fare sindacato sul territorio" PDF Stampa E-mail

Il Coordinamento Welfare, tenutosi lunedì 18 giugno, ha rilanciato il lavoro già avviato sul tema della contrattazione territoriale e sociale, caratterizzandosi per un grande partecipazione, con molti interventi e proposte.

La presenza numerosa testimonia una condizione reale di crisi, a cui le categorie comprendono di non poter più dare risposte solo nei luoghi di lavoro. Lo spicchio di realtà che manca, mobilitati, esodati, cassintegrati e licenziati, è ampio ed occorre, è necessario, fare sindacato sul territorio. Non compete più solo al Confederale, alla FP e allo SPI, ma riguarda tutte le categorie.


I temi all'ordine del giorno sono stati: la discussione sulla L.Reg Forte, che riordina e ridisegna i servizi e su cui la CGIL esprime una contrarietà motivata nello specifico; la trattativa sulla lotta all'evasione fiscale e la destinazione delle risorse; la contrattazione sulle tariffe degli EE.LL. (IMU e Tarsu in primis).
La relazione introduttiva è stata tenuta da Fioralba Giordani, della Segreteria della CdLT, che ha offerto una panoramica sullo stato dell'arte e sulle motivazioni che rendono difficile digerire la Legge sui servizi: cancellazione dei Distretti e creazione di un'entità più grande, l'OASI, con un sostanziale accentramento dei servizi ed una maggiore burocrazia; addio alla sussidiarietà e addio alla 328 così come la conosciamo e difendiamo; volontariato e privato sociale sostitutivi del servizio pubblico. Inoltre la legge ha una concezione tradizionale della famiglia che elimina i caratteri laici della L.328, vede l'impoverimento delle figure professionali presenti sui servizi e diversi interventi peggiorativi.
Giordani ha poi fatto il punto sulla contrattazione con i Comuni riguardo i Patti Antievasione e le tariffe locali, insistendo sulla necessaria partecipazione delle categorie: “Ringrazio per la consistente e qualificata presenza, certa di poter avviare un percorso di continuità entro il quale vi invito a porre eventuali questioni oltre quelle già poste dalla segreteria della nostra Cdlt”.


Diversi interventi hanno chiesto l'impegno della CdLT ed evidenziato l'intreccio intercategoriale sui temi del lavoro, degli appalti, del lavoro nero, dello smantellamento della sanità pubblica e della scuola. Su questi temi occorre agire complessivamente nei confronti dei Comuni e delle ASL, chiedendo loro di uscire da una passività che, sommata alla povertà delle risorse, crea disservizio e abbandono di intere fasce sociali, precipitandole nella povertà. Forte è stata l'attenzione posta dal Coordinamento alla negatività della politica regionale, specialmente dallo SPI, presente, oltre che con l'intera Segr. Terr., anche con una rappresentanza di quasi tutte le sue leghe.
Rosa Carbone, Seg. Gen. Spi, ha posto di nuovo, con forza, il bisogno di portare le nostre proposte e la nostre avversità alle politiche regionali, nei luoghi di lavoro e tra i cittadini. Ha chiesto di organizzare forme visibili di protesta e di proposta, a partire dal tema del Policlinico Castelli e della sanità in generale.

Più categorie hanno richiesto incontri con la dirigenza delle ASL, ormai tre sul nostro territorio (B, G e H), per discutere più temi: i servizi dei Pdz, la sicurezza sul lavoro, la salute e la prevenzione sulle fasce sociali più a rischio, i centri per le demenze, in particolare per l'Alzheimer.
Si è fatto il punto sulle trattative per i Pdz ribadendo l'importanza dei Distretti come ambito territoriale che meglio consente l'analisi dei bisogni e le risposte a tali bisogni.
Si è posto l'accento sul fatto che l'esiguità degli stanziamenti nazionali e regionali, ancor prima della L.Forte che vuole cancellarli, ne sta mettendo a rischio l'operatività e la tenuta.
La FP ha sottolineato l'azione della CISL, piuttosto sospetta, azione che sui Tavoli di concertazione pare andare incontro alla suddetta Legge, anticipandone uno degli aspetti peggiori. Gli interventi hanno sollecitato un programma di lavoro che coinvolga, come è accaduto oggi, le categorie su questi temi.


La CdLT chiede la presenza ai tavoli delle categorie con maggiore perdita di posti di lavoro, specie nelle trattative sulla lotta all'evasione e sulle tariffe. A tal proposito FP e FILLEA propongono di scrivere ai Comuni chiedendo di utilizzare una parte dell'IMU incassata per pagare le fatture inevase alle cooperative e alle ditte che hanno fatto lavori e gestito servizi, consentendo così di pagare gli stipendi agli operatori.