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La CdLT alla Conferenza sulla cittadinanza de L’Italia sono anch’io PDF Stampa E-mail

Si è tenuta ieri, mercoledì 6 giugno, presso la Camera dei Deputati, la Conferenza sulla cittadinanza, promossa da L’Italia sono anch’io. Un appuntamento importante a cui la CdLT di Roma Sud-Pomezia-Castelli non poteva mancare, avendo partecipato alla raccolta firme per le due leggi di iniziativa popolare con appuntamenti in tutto il territorio, dove tra l’altro si è raggiunto un risultato superiore alla media nazionale.


Fioralba Giordani e Valentina Santucci, della Segreteria della CdLT, Rosa Carbone, Segretario generale dello Spi del Comprensorio, e Sonia Dosti, responsabile Ufficio immigrati, hanno seguito i lavori della conferenza aperta dal presidente della Camera Gianfranco Fini e presieduta, tra gli altri, dal sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. Quest’ultimo, presidente del comitato promotore de L’Italia sono anch’io, ha spiegato così la necessità di promuovere due proposte di legge per consentire agli stranieri presenti da tempo in Italia di esercitare il diritto di voto e per riconoscere la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri: “Abbiamo risposto alle persone, alle loro esigenze, questo è il compito della politica. L’Italia ha bisogno di aggiornare la legge sulla cittadinanza e sui diritti di cittadinanza, non dobbiamo avere paura, allargare i diritti ci rende più liberi e più forti. Oggi ci sono 90 mila minori nati in Italia da genitori stranieri, fra vent’anni saranno 2 milioni, non possiamo lasciarli fuori”.


Paolo Beni, presidente dell’Arci, ha poi introdotto l’intervento di Lamia, una ragazzina nata in Italia da genitori magrebini. Lamia, con un leggero accento emiliano, ha letto una sua riflessione nata nel momento in cui, felice per aver preso un 10 ad un tema, si sente poi dire dalla sua insegnate “brava, scrivi meglio di un italiano”. “Ma come, io sono italiana!” ha pensato Lamia, che fino ad allora non si era mai posta il problema della sua identità nazionale, anche perché è nata in Italia, parla italiano come sua prima lingua, ha amici italiani e anche se ama il Marocco lo vede come la terra dei suoi genitori, non la sua. In poche righe questa simpatica e sagace ragazzina ha riassunto il senso della campagna de L’Italia sono anch’io, in cui diritti e appartenenza vanno di pari passo.


Fra i molti interventi vogliamo ricordare quello del ministro Riccardi che ha auspicato un’Italia meno “stretta”, che non escluda, di Nichi Vendola, che ha parlato della sua Puglia, così vicina all’Africa e all’Albania, e di Susanna Camusso. Il segretario della CGIL lancia un appello alla politica: se il tema della cittadinanza riguarda la dignità degli individui e la civiltà di un Paese non può essere discusso in termini di maggioranza, secondo le logiche dei palazzi del potere. “Come si può chiedere a chi viene in Italia di condividere i principi del nostro ordinamento se siamo i primi a non volerli condividere? - prosegue la Camusso - Quel sistema di valori che vogliamo sia rispettato dagli stranieri che vivono nel nostro Paese deve per prima cosa riconoscerli come cittadini italiani”.


Dopo la mobilitazione popolare l’iniziativa passa al Parlamento che ha calendarizzato la discussione delle proposte di legge sulla cittadinanza. Ma l’impegno de L’Italia sono anch’io prosegue, come prosegue l’azione della CdLT che invita gli amministratori del territorio ad aderire all’iniziativa, già portata avanti da diversi comuni, di rilasciare un attestato di cittadinanza onoraria ai minori nati in Italia.