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Cgil e Spi del comprensorio a convegno sulla contrattazione territoriale PDF Stampa E-mail

Si è svolto questa mattina, nella suggestiva cornice di Palzzo Chigi di Ariccia, il convegno “La contrattazione territoriale. Per uno stato sociale inclusivo e di sviluppo”, organizzato dallo Spi e dalla CdLT di Roma Sud-Pomezia-Castelli, con il patrocinio del Comune di Ariccia. Un confronto sulle politiche che investono il nostro territorio a cui hanno partecipato numerosi gli iscritti dello Spi, i rappresentanti delle amministrazioni locali, di Cisl e Uil territoriali.

“Nel territorio del comprensorio ci sono più 195mila gli anziani, un dato che ci fa capire l’importanza della nostra funzione, quale ruolo può svolgere lo Spi per sopperire alle carenze di un paese che ha visto negli anni sempre più tagli al welfare”, così Gianni Roncaccia, della segreteria dello Spi del comprensorio, ha aperto il dibattito per lasciare quindi la parola a Rosa Carbone, Segretario generale Spi Roma Sud-Pomezia-Castelli, per la relazione che ha sottolineato la necessità di far diventare la negoziazione con i comuni strumento essenziale per la tutela degli anziani e dei lavoratori.

“Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un indebolimento delle politiche inclusive, con il risultato di un welfare non più gratuito, solidaristico, di tutti. Un processo che vogliamo contrastare rilanciando i temi di equità, coesione e giustizia sociale, per un buon welfare che generi sviluppo e crescita. In primo piano deve esserci la contrattazione, che è ritorno alla cittadinanza, all’espressione dei diritti, all’inclusione”. Carbone rilancia una delle richieste centrali dello Spi e della Cgil, la sottoscrizione da parte dei Comuni dei patti anti evasione, che vanno a combattere un fenomeno esteso come quello dell’evasione fiscale ed insieme reperiscono risorse che vanno direttamente nelle casse comunali e possono essere destinate al welfare locale. Dalla relazione ha preso spunto un intenso ciclo di interventi in cui si sono alternati rappresentati del sindacato e degli enti locali, che hanno sottolineato le difficoltà dei Comuni derivanti dai tagli sanciti dalle politiche di bilancio nazionali e regionali.

Giuseppe Cappucci, Segretario generale CdLT Roma Sud-Pomezia-Castelli, ha puntato l’attenzione su un’azione concreta del sindacato: “più di 2 anni fa abbiamo presentato qualcosa di tangibile ai comuni, una piattaforma che oggi dobbiamo aggiornare e ricontestualizzare. Bisogna aprire una nuova campagna sui temi del welfare e della contrattazione e, là dove i sindaci non ci ricevono, dobbiamo imporre l’apertura dei tavoli andando sotto i palazzi comunali con le nostre bandiere. Si apre una fase politicamente importante, lanciamo la battaglia in difesa del lavoro e dei diritti fondamentali.” Una fase in cui, sottolinea Teti Croci, Seg. Gen Spi di Roma e Lazio, la Cgil ribadisce la propria azione di negoziazione a tutto campo, “siamo pronti come struttura regionale a sostenere le attività dei comprensori e rafforzare la negoziazione territoriale”.

Dopo un dibattito interessante e partecipato le conclusioni di Carla Cantone, Segretario generale dello Spi Cgil, hanno infiammato la platea. Crisi, recessione, crescita, sacrifici sono parole che sentiamo quotidianamente ma siamo ormai stanchi, vogliamo uscire da questa crisi con meno povertà e più uguaglianza, attacca Cantone. “Berlusconi è stato costretto ad andarsene anche e soprattutto grazie all’impegno incessante della Cgil. E’ quindi arrivato un governo di emergenza che ha sicuramente ridato dignità al nostro Paese, però non condividiamo gli atti del governo che non hanno niente a che vedere con l’equità! Siamo disposti a fare sacrifici, ma non possono essere a senso unico, ognuno deve fare la sua parte per quello che ha e che può”. Le grandi priorità sono sviluppo, occupazione, crescita, “penso che si possa intervenire su due versanti per promuovere occupazione e competitività:da una parte politiche industriali innovative e incentivi alle imprese che rimangono nel Paese; dall’altra investimenti nello stato sociale. Investire in servizi assistenziali non è solo dignità alla persona e aiuto alle famiglie, è occupazione”. E sulla riforma del ministro Fornero Cantone si chiede se davvero con questa si pensi di poter uscire dalla crisi: “Che c’entra con la crescita intervenire sull’art.18? Monti pensa così di attrarre gli imprenditori stranieri, dicendo che in Italia possono fare come vogliono perché sono stati ridotti i diritti dei lavoratori, il mercato è libero, le organizzazioni sindacali non devono essere ascoltate. Ma gli investimenti arrivano se ci sono infrastrutture, meno burocratizzazione, se non c’è il pizzo, se le tasse sono sostenibili per lavoratori e imprese. Questi sono i problemi del nostro paese, non l’art18! Nella battaglia per il lavoro lo Spi ci sarà, perché siamo la categoria più confederale, perché con la nostra forza, la nostra voglia di combattere le ingiustizie, la saggezza che viene dall’esperienza dobbiamo essere più che mai con la Cgil!”, conclude la Cantone con il pubblico tutto in piedi.

 

30-03-2012