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Ancora roghi a Pomezia

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Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola

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Sigma Tau. Comunicato RSU su incontro del 13 PDF Stampa E-mail

Dopo innumerevoli incontri nei quali si erano perse le tracce di lui, finalmente si fa vivo l’Amministratore Delegato; lo abbiamo ritrovato in calce ad un comunicato che dovrebbe fare chiarezza sulla vertenza sigma-tau.
Fermo restando il fatto che ciascuno , per le proprie competenze, è libero di scrivere quando vuole, ci chiediamo: ma un Amministratore Delegato che veramente tenesse al rilancio dell’azienda nella quale è stato chiamato ad operare, non dovrebbe, in caso di difficoltà, essere una presenza di riferimento, anche ai tavoli di trattativa , invece che cercare di racimolare qualche simpatia scrivendo lettere ai lavoratori e inviando a diversi giornali smentite a dubbi legittimi espressi dai lavoratori?


Saremo obsoleti e corporativi ma noi in tutto quello che facciamo siamo abituati a metterci la faccia e, francamente, dall’altra parte del tavolo non vediamo la stessa disponibilità.
Se dobbiamo dire le cose come stanno rispetto all’incontro del 13, ebbene queste si devono dire tutte.
L’incontro è cominciato con oltre due ore di ritardo; poiché la convocazione è stata fatta dall’azienda che si dichiarava già pronta venerdì ( se non fosse stato per il fattore neve) cosa ha causato questo ritardo? Forse il fatto che la riunione non era stata adeguatamente preparata e che solo alla fine la controparte abbia trovato modo di incontrarsi? E i continui ritardi non saranno da attribuirsi alla difficoltà di portare avanti trattative quando l’unica figura autorizzata a fare scelte che abbiano valenza anche politica si guarda bene dal venire al tavolo?
L’integrazione salariale non è un gioco! La possibilità di vivere una vita dignitosa passa anche da lì. Che si debba assistere ad un continuo balletto di cifre e che i rappresentanti dell’azienda siano saliti di 25 euro di volta in volta significa svilire ancor di più che si è scelto di mettere in cassa integrazione (provi l’AD a vivere con 1419 euro lordi al mese). Non sarebbe meglio dire con estrema chiarezza, fin da subito, la reale cifra a disposizione? Forse non si può perché ancora una volta quello è un nodo che solo l’Amministratore Delegato può sciogliere?
L’azienda ha accettato di ricorrere a meccanismi di rotazione (tra l’altro prevista dalla legge)? Certo che sì, ma qualcuno si è dimenticato di riferire al Dr Montevecchi che quella opzione pensavamo di averla già incassata nell’incontro precedente e che all’inizio di questo ,il testo consegnato dall’Azienda segnava una sostanziale marcia indietro e che per recuperare quel dato è stato necessario spendere molto tempo. Alla faccia del clima collaborativo!
Rispetto alle procedure di mobilità, va chiarito il concetto che per la RSU la scelta prioritaria è sempre stata quella di una immediata procedura di mobilità incentivata volta al pensionamento ed alla fuoriuscita di volontari e che i tempi lunghi sono dovuti alla dichiarazione dell’Azienda di non avere disponibilità economica prima del 30 Aprile. Suona dunque strano sentir dire che l’azienda ha dato disponibilità a due diverse procedure; questa è una precisa richiesta dell’Azienda e l’Amministratore Delegato lo sa bene.
Cosa dire delle esternalizzazioni? Solo chi ai tavoli non c’era può permettersi il lusso di decantare la maggior efficienza di ditte esterne a fronte della legittima richiesta della RSU di tutelare i lavoratori coinvolti, loro malgrado, da questi processi.
Sulle terziarizzazioni la richiesta è quella di posticiparle a dopo la procedura di mobilità in modo di consentire ai lavoratori coinvolti di poter scegliere conoscendo bene tutte le opzioni.
La battaglia che la RSU sta cercando di fare su questo fronte è tutta volta a cercare di dare maggior garanzie ai lavoratori e crediamo che sia una battaglia sacrosanta.
La disdetta degli accordi e tutti i tentativi di camuffarla non è altro che la declinazione di una precisa volontà: la messa in discussione di un modello di confronto sindacale avanzato che, negli anni, ha generato accordi che hanno contribuito a far crescere l’azienda e a mantenere la pace sociale. L’incapacità di alcune persone chiamate a gestire questi accordi (scopertisi sostenitori delle teorie di Marchionne) e la volontà di altri soggetti di negarsi ad ogni confronto col sindacato rischiano di precipitare l’azienda nel caos e nelle rivendicazioni più estreme; è questa la scelta politica compiuta dall’Azienda? La verità è che tra quello che è stato scritto nella lettera di ieri e le dichiarazioni fatte dall’Azienda ai tavoli , e anche alla stampa (vedi dichiarazione a Adnkronos), c’è una notevole differenza; ossia la volontà di discutere entro il 30 aprile tutti gli accordi esistenti anche quelli con valore economico. E , per meglio spiegare quanto avvenuto in merito agli orari, l’Azienda non ha “segnalato” la necessità della revisione delle normative relative agli orari ma pretendeva di applicare “una nuova disposizione aziendale” già dal 1° marzo. Il problema non è di contenuti ma di metodo; il confronto sindacale non può essere messo in discussione.
Ultimo punto non riportato nella missiva dell’A.D. è la pretesa dell’azienda di inserire in un ipotetico accordo firmato dal sindacato una clausola che impedirebbe ai lavoratori che impugnassero la procedura di godere dei trattamenti concordati con la RSU.
Sarebbe opportuno che chi viene al tavolo sapesse che tale richiesta è inaccettabile per il ruolo sindacale di sottoscrizione di accordi collettivi che riguardano,quindi,tutti i lavoratori. La responsabilità di un atto grave ,discriminatorio e giuridicamente discutibile come quello sopra descritto non può che ricadere esclusivamente sull'azienda stessa.
Dr. Montevecchi, ci creda: non abbiamo chiusure pregiudiziali ma quello a cui stiamo assistendo non è il rilancio di un’azienda. E’ lo smantellamento dei diritti, della dignità e della storia della sigma-tau. Nessuno mette in discussione il periodo difficile che si sta affrontando e la necessità di rilanciare l’azienda ; restiamo però convinti dell’errore strategico che si compie quando si individua nei lavoratori e nei loro rappresentanti il cuore del problema.
L’attuale fase di scontro non l’abbiamo voluta: l’abbiamo subita. Non ci si può rimproverare di difenderci. Non proviamo piacere a bloccare l’azienda e le merci. Non è piacevole organizzare presidi di 24 ore in pieno inverno; ma non abbiamo scelta.
E’ grazie a questo se oggi qualcosa, ancora insufficiente per chiudere l’accordo, è stato raggiunto.
Per concludere: se fosse tutto vero quanto sostenuto nel comunicato dell’Azienda , ben altro sarebbe il clima. Visto che l’AD ha evidentemente informazioni parziali sul reale andamento dei tavoli, venga al prossimo incontro ad interloquire col sindacato. Forse troveremo più facilmente un accordo!

 

RSU sigma-tau