Primo piano

Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

Ci giunge notizia che il Centro di Aggregazione giovanile Meta, attivo da quasi 20 anni  nel territorio del  VII Municipio , nei pressi del Parco della Caffarella ,ha cessato in questi giorni, forse in via ...

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

Quanto dovremo aspettare ancora? Quando i cittadini di Pomezia potranno vedere finalmente il loro territorio libero dai rischi di contaminazione, di inquinamento, di avvelenamento? L’incendio e il successivo disastro ambientale prodottosi il 5 maggio u.s. ...

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Salute Fondamentale Diritto: 18 novembre giornata di mobilitazione nazionale PDF Stampa E-mail

La CGIL rivendica una sanità pubblica, universale e di qualità, per questo, insieme alle categorie della FP e dello SPI, promuove iniziative in tutta Italia. La giornata di mobilitazione nazionale rappresenterà un importante momento di protesta contro le politiche del Governo e vedrà numerose iniziative e volantinaggi di fronte ai principali presidi sanitari, coordinati dalle CdLT territoriali.


Le proposte del sindacato. La CGIL, insieme alle categorie dello SPI e della FP, avanza al Governo e alla Conferenza delle Regioni una serie di proposte. Innanzitutto, spiega il sindacato, “il Governo deve adeguare il finaziamento per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza in tutte le regioni ed abolire i super ticket da 10 euro”. L'Italia, ricorda la CGIL, spende meno degli altri paesi europei, “bisogna invece colpire gli sprechi e le spese inappropriate”. Riconvertire la rete ospedaliera a favore dei servizi territoriali, i così detti Centri Socio Sanitari del Distretto, i quali, secondo quanto proposto dalla CGIL, devono restare aperti 24 ore su 24, garantendo, con la presenza dei medici di base, le cure primarie, visite ed esami e fornendo i primi soccorsi ai codici bianchi e segnalazioni ai 118. Inoltre, la CGIL sottolinea la necessità di “rendere socialmente sostenibili i Piani di rientro”, ossia, “la possibilità di sostituire alcuni interventi 'punitivi' (tasse e ticket aggiuntivi e blocco delle assunzioni) con altre misure per ottenere un risultato economico corrispondente”.