Primo piano

Il Centro Meta rischia di chiudere.CdLT "tutelare questo spazio di aggregazione e l'occupazione"

Ci giunge notizia che il Centro di Aggregazione giovanile Meta, attivo da quasi 20 anni  nel territorio del  VII Municipio , nei pressi del Parco della Caffarella ,ha cessato in questi giorni, forse in via ...

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CdLT: “Incendio Eco X. Servono risposte e presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte”

Quanto dovremo aspettare ancora? Quando i cittadini di Pomezia potranno vedere finalmente il loro territorio libero dai rischi di contaminazione, di inquinamento, di avvelenamento? L’incendio e il successivo disastro ambientale prodottosi il 5 maggio u.s. ...

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Il 25 luglio protesta lavoratori servizi di lava-nolo del settore sanitario pubblico PDF Stampa E-mail

Le scriventi Federazioni di categoria FEMCA CISL, FILCTEM CGIL, UILTA UIL, unitamente a CGIL CISL e UIL di Roma e del Lazio, denunciano la inspiegabile riluttanza della Regione Lazio e della stessa Presidente Renata Polverini nell'accogliere le nostre richieste d'incontro relative al bando di gara regionale per i servizi di lava-nolo del settore sanitario pubblico.
Il bando presenta tante e tali incongruenze da indurci ad una forte presa di posizione a tutela non solo dei lavoratori che rappresentiamo, ma degli stessi cittadini, in quanto fruitori dei servizi in oggetto.
Le lavanderie industriali nel Lazio occupano circa 11.000 lavoratori di cui il 45% impegnato nelle attività appaltate dalle aziende ospedaliere e ASL.
L'urgenza di un confronto è dettata dalla forte preoccupazione per la tenuta complessiva del tessuto industriale e del relativo rischio di chiusura di importanti realtà produttive con annessi licenziamenti collettivi, tenuto conto, che la Legge Regionale n.16 del 18/9/2007 recante disposizioni dirette alla tutela del lavoro, è stata del tutto ignorata.
La condivisibile priorità di riportare la spesa sanitaria all'interno delle compatibilità economiche generali, con la dovuta attenzione ai prezzi dei servizi, non può essere tradotta nella messa in discussione di un sistema industriale, che dovendo garantire un servizio intimamente connesso alla salute dei cittadini ed a norme sempre più stringenti, ha fortemente investito nel miglioramento della qualità dei processi e nello sviluppo tecnologico degli impianti.
L'impianto formale e sostanziale di questo atto regionale, apre di fatto ad uno scenario di totale incertezza per i lavoratori del settore, per le aziende e per i cittadini come utenti finali del servizio sanitario pubblico.
Confidando nella presumibile sensibilità sociale e sindacale della Presidente Renata Polverini, siamo certi che non dovremo portare i lavoratori sotto la sede regionale per chiedere di essere ascoltati, così come da noi preannunciato ed organizzato per il giorno 25 luglio p.v..

 

21-7-2011