Primo piano

Ancora roghi a Pomezia

Un altro incendio , ancora fiamme che distruggono merci, imballaggi, automezzi e documenti cartacei a Pomezia. E’ accaduto di nuovo ieri notte, con l’azienda chiusa per la festività, presso il deposito della ditta di autolinee ...

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Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola

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Il diritto al lavoro, il dovere della salute, sul posto di lavoro, nella città, nella scuola. E anche a Pomezia Incontro organizzato dalla Camera del Lavoro e la FLC Roma Sud Pomezia Castelli con gli s...

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I LAVORATORI DEL CREDITO CONTRO LE SPECULAZIONI DELLE BANCHE E LE CONNIVENZE DEL GOVERNO PDF Stampa E-mail

C’era da aspettarselo: davanti alle filiali delle quattro Banche oggetto del decreto legge di salvataggio emesso dal Governo Renzi compaiono, sotto forma di cartelli minacciosi ed insultanti e cappi forcaioli, i primi segnali di quello che Politica, Imprenditoria, Banchieri e Stampa stanno preparando: la guerra fra poveri dei piccoli risparmiatori contro i lavoratori.

NON SONO I LAVORATORI A ESSERE RESPONSABILI DI QUESTA CRISI! Le responsabilità sono in capo a chi allegramente gestiva quelle quattro Banche attraverso una gestione del credito non trasparente, che ha favorito clientela non meritevole, amici e parenti, l’incapacità e la connivenza di chi amministrava, magari in CONFLITTO DI INTERESSI, l’inadeguatezza e/o l’assenza organizzativa e dei controlli interni (spesso volute), le carenze e i ritardi dei controlli istituzionali, l’atteggiamento da “tre scimmiette” della politica e della stampa. I LAVORATORI DELLE 4 BANCHE SONO AL FIANCO DELLA CLIENTELA, DEGLI OBBLIGAZIONISTI TRUFFATI, DEI PICCOLI RISPARMIATORI E COME LORO NE STANNO SUBENDO LE TRAGICHE CONSEGUENZE.  Nelle quattro Banche coinvolte dalla crisi negli ultimi due anni si sono persi 1.100 posti di lavoro, un danno grave per quei territori sul piano sociale, prima di tutto, ma anche dal punto di vista economico e si stanno preparando ad un’ulteriore, durissima lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro in quei territori. La vendita di titoli come le OBBLIGAZIONI SUBORDINATE, che da giorni stanno rappresentando una fonte di dolore ed ansia per migliaia di risparmiatori, NON SONO RESPONSABILITA’ DEI LAVORATORI, ma hanno rappresentato e rappresentano la modalità con cui AMMINISTRATORI, IMPRENDITORIA E POLITICA, sodali fra loro, HANNO SFRUTTATO I TERRITORI. Le obbligazioni subordinate, come tutte le operazioni rischiose vendute a sportello alla massa del piccolo risparmio, sono l’evidenza di una modalità di fare banca che non mira allo sviluppo, ma alla remunerazione degli azionisti e alla copertura di comportamenti scorretti succeduti nel tempo senza serie modalità di controllo del rischio, e dimostrano che il re è nudo non solo in quelle aree di crisi, ma nel sistema. Le PRESSIONI COMMERCIALI esercitate dalle Banche sui lavoratori per vendere prodotti opachi, della cui rischiosità neanche loro sono consapevoli, vanno fermate e la vendita e gli incentivi alla vendita vanno regolamentati nell’interesse dei risparmiatori e dei lavoratori. Se la Politica, il Governo e le Banche, che da questo stesso Governo hanno ricevuto un sostegno miliardario fra sgravi fiscali e rivalutazioni, non provvederanno a garantire, a partire da questa crisi, i risparmi dei lavoratori l’effetto “panico”, di cui già si stanno sentendo gli effetti, si estenderà a dismisura causando una vera crisi di sfiducia generalizzata le cui conseguenze potrebbero essere gravi per il Paese. OCCORRE CREARE UN FRONTE UNICO FRA OO. SS. E ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI PER CREARE UN FRONTE UNITARIO DI RISPARMIATORI E LAVORATORI PER UNA MOBILITAZIONE CHE ESIGA IL RIMBORSO DELLE OBBLIGAZIONI, CONTROLLI ADEGUATI E LA FINE DELLE PRESSIONI COMMERCIALI

 

 

21/12/2015