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REDDITO MINIMO GARANTITO: FINO AL 30 SETTEMBRE PER PRESENTARE LE DOMANDE PDF Stampa E-mail



Epifani, esito referendum è dato straordinario


30/03/2009Un risultato clamoroso che dovrebbe far riflettere


I dati della consultazione sull’accordo separato per il rinnovo del modello contrattuale “sono straordinari”. Così il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ha definito i risultati diffusi oggi dal sindacato al termine della consultazione promossa dalla sola CGIL sull’accordo del 22 gennaio scorso, siglato a Palazzo Chigi senza il via libera della confederazione di Corso d’Italia, e per illustrare le proposte anti crisi. “E’ un risultato clamoroso - ha aggiunto Epifani - perché dimostra che ha partecipato più gente di quella iscritta alla CGIL, lavoratori non iscritti o iscritti ad altre organizzazioni. Va oltre la nostra rappresentatività. E’ un dato che ha un peso politico alto ed è un voto che dovrebbe far riflettere e dovrebbe far pensare”.

Il numero uno della CGIL ha spiegato che in cinque settimane sono state intercettate anche fabbriche chiuse o lavoratori che erano sottoposti a turni di lavoro a causa della crisi economica. Le previsioni della CGIL erano di non più di 2 milioni e 800mila votanti, mentre a votare sono stati in 3.643.836. Per Epifani, quindi, questo voto “rafforza il nostro no a quel contratto che riduce gli spazi di contrattazione collettiva a partire non solo dalla questione salariale”. Infatti, ha spiegato, “dietro le nostre parole ci sono milioni di lavoratori che condividono la nostra impostazione. Noi non condividiamo quell'accordo e diremo no a tutti gli altri accordi settoriali che riducono gli spazi per la contrattazione”.

Il segretario generale della CGIL ha poi sottolineato che il voto dimostra che “la democrazia va usata in maniera più accorta per tutti e non solo quando conviene: puoi vincere e perdere è la regola della democrazia e non esiste regola democratica solo quando sei sicuro di vincere. Non si può esaltare il voto di una fabbrica e usare la democrazia solo quando conviene”. Per questo Epifani ha sottolineato che sarà posto il problema delle regole democratiche “perché vorremmo che si voti anche quando ci sono accordi nazionali di carattere generale e non solo aziendali. Il voto dei lavoratori deve essere considerato dirimenti”.

La straordinaria partecipazione dei lavoratori al voto sul modello che modifica gli assetti contrattuali dimostra, per Epifani, che “le persone hanno voglia di partecipare, di dire la loro. Non dare risposte a questa impoverisce la rappresentatività”. Per il leader CGIL, infine, “il voto non deve essere considerato una leva contro gli altri e noi non vogliamo farlo, ma il ricorso a una modalità di validazione degli accordi che chiami in ultima istanza il lavoratore con cui potremmo affrontare diversamente anche le divisioni tra di noi, anche per non perdere tempo ed evitare che le posizioni si cristallizzino”.